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martedì 22 maggio 2018

ROBERTO PECCHIOLI - DIVORZI, SUICIDI, PERDITA DI DIRITTI. GLI UOMINI NON SI SPOSANO PIU’.

                                                                      di Roberto PECCHIOLI
La rivoluzione antropologica che stiamo subendo ha molteplici facce. Una è l’attacco concentrico contro il maschio, la mascolinità, l’universo virile, i suoi valori. Femminicida, stupratore, molestatore seriale, violento. Questa è l’immagine maschile veicolata dal sistema di comunicazione e intrattenimento della società dello spettacolo; non è senza ragione se l’assalto è guidato da ambienti del cosiddetto infotainment. Il problema è serissimo. Si tratta di un’evidente operazione di ingegneria sociale che mira a sovvertire la natura, distruggendo il senso virile della vita in nome di un’equivoca riparazione storica di torti, e più concretamente, del compimento di una rivoluzione volta a omologare l’umanità in un unico indigeribile pappone, eliminando le differenze per costruire il consumatore globale, sradicato, androgino, eterodiretto.
Sarebbe il caso che ne prendessero atto non solo gli uomini istupiditi da assurdi complessi di colpa o raggiunti dalla sindrome di Stoccolma che spinge a simpatizzare con il proprio persecutore, ma innanzitutto le donne, nel loro ruolo di compagne di vita, madri di giovani uomini deboli, fragili, senza direzione, nonché di responsabili educative dopo la conquista della maggioranza nella scuola....

Lucia Annunziata: “Nel libro di Savona le idee del futuro Governo?”



(Lucia Annunziata – huffingtonpost.it) – 
C’è un dolente sottofondo nel libro “Come un incubo come un sogno”scritto dal professor Paolo Savona. È il senso di non esser riuscito a cambiare con le proprie idee il corso delle cose, su cui oggi, a distanza di tempo, pensa di aver avuto ragione. Critico, fin dall’inizio, della fondazione dell’Euro, nel suo lavoro traccia un ritratto realistico, pessimista, e feroce del fallimento che aveva previsto: “Parte importante dei problemi che ha incontrato e incontra l’Italia riguarda i modi in cui l’Unione europea è stata costruita e opera, ossia le strutture istituzionali e la politica economica decise nel 1992 con il Trattato di Maastricht e le successive scelte”.
Ma la bizzarria del destino colpisce tutti, incluso i professori che hanno scelto di ritirarsi in una creativa solitudine, e l’occasione di cambiare le cose è arrivata, anzi è precipitata su Paolo Savona, economista di fama e prestigio, ma anche attivo partecipe, negli anni, di esperienze di gestione di grandi aziende e banche nella economia reale: il nuovo governo del cambiamento, quello che Lega e M5s stanno formando, lo ha selezionato come ministro dell’Economia, il più formidabile, centrale, operativo incarico di un governo.
Il libro, edito da Rubbettino in edicola e in libreria nei prossimi giorni, una riflessione sui grandi temi dell’economia, sulle tracce della propria autobiografia, si presenta oggi, in queste ore concitate di formazione del prossimo esecutivo, come la perfetta guida per conoscere meglio le idee sulla cui base prenderà le sue decisioni l’uomo che dovrebbe avere nella sue mani il destino del nostro paese....

Ve li ricordate gli Skripal? Perché non parlano? non si sa dove siano? E perché è finito tutto il clamore per il presunto avvelenamento?

Il caso degli Skripal incredibilmente restringenti: il Regno Unito deve la spiegazione della Russia come il mistero dell'avvelenamento si approfondisce. Da quando il sospetto avvelenamento di Sergei e Yulia Skripal sul suolo britannico, per il quale il Cremlino è stato debitamente incolpato, la coppia in via di recupero non è stata vista. La Russia dice che gli Skripal sono stati trattenuti contro la loro volontà

Se mai il mondo avesse bisogno di Sherlock Holmes come aiuto per risolvere un crimine, ora è certamente il momento. Ma anche il leggendario super-investigatore di Londra avrebbe problemi a incrinare il caso degli Skripal mancanti - Sergei e sua figlia, Yulia - e non meno importante perché la loro storia è profondamente irta di intrighi politici e imbrogli.
Infatti, non solo il governo britannico si rifiuta di condividere le informazioni sul caso con la Russia - nonostante il fatto che comporti un evidente tentativo di omicidio su due cittadini russi - si è persino rifiutato di consentire ai familiari di visitare le vittime in Inghilterra.
Viktoria Skripal, cugina di Yulia Skripal, ha appena respinto la sua domanda di visto nel Regno Unito   per una seconda volta, senza fornire spiegazioni.
Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha detto a Sky News che riguardo al destino di Yulia Skripal,  "abbiamo il sospetto che sia stata rapita, trattenuta contro la sua volontà"...

Alessandro Gilioli - Il governo playlist...


Alessandro Gilioli | Il governo playlist
Alessandro Gilioli    22 maggio 2018gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

Tempi interessanti, appunto, in cui cose diverse si mescolano come l'albume e il tuorlo di un uovo sbattuto.

«Che tu possa vivere tempi interessanti!» è un'antica maledizione cinese - o almeno così si dice - già usata da Slavoj Zizek come titolo di un suo vecchio libro. Tempi turbolenti, caotici, difficili da capire e quindi da gestire.


Sono così i tempi che viviamo: ed è assai interessante - ma anche divertente - la complessità e la contraddittorietà dei dati che provengono dal reale, e che stanno facendo impazzire le opposte tifoserie. Del resto queste hanno bisogno di semplicità, linearità e manicheismo - i buoni da una parte (la mia) e i cattivi dall'altra - mentre il presente ci propone difformità e mescolanze imprevedibili.


Pensiamo ad esempio a questo nascente governo.


Nel suo programma ci sono cose inguardabili, alcune vergognose.


La prima è la flat tax, un bel regalo ai ricchi, che toglie i soldi dalla cassa comune per darli ai pochi che già stanno bene, che dalla crisi e dalla precarizzazione non sono stati toccati o anzi ci hanno guadagnato. In attesa che si compia il presunto miracolo del dropping (già assai caro a Ronald Reagan) produrrà ancora più diseguaglianze di quante ne siano state prodotte finora. Sospetto che nemmeno quelli che la propongono credano agli effetti taumaturigici della "curva di Laffer": semplicemente sanno che la fascia dei contribuenti che dichiarano più di 80-100 mila euro l'anno è composta quasi interamente da potenti manager pubblici e privati, alti ranghi delle forze armate e della magistratura, vertici dei media, liberi professionisti di maggior successo che meno di così non possono dichiarare. Circa 500 mila persone, in Italia: poche ma assai influenti, anzi spesso decisive nell'ostacolare o meno un governo. Con questa regalia, li si tiene buoni - a spese di tutti gli altri, s'intende. Per il resto: la flat tax è pura destra economica, di quella iperliberista che ha le sue origini in Milton Friedman, nei Chicago boys e nel reagan-thatcherismo. A me non piace, ma piacerà ai seguaci di quella scuola di pensiero (del resto, la proponeva anche Berlusconi)....

Massimo Cacciari: “Forze politiche che da anni blaterano di primi ministri non eletti e poi scelgono Conte… ci vuole faccia tosta”

Massimo Cacciari: “Forze politiche che da anni blaterano di primi ministri non eletti e poi scelgono Conte… ci vuole faccia tosta”

(Massimo Cacciari - da Circo Massimo – Radio Capital) – 
L’Italia laboratorio per l’Europa. Secondo Massimo Cacciari, il governo gialloverde sarà un banco di prova anche per Bruxelles: “Se le politiche europee, soprattutto quelle economiche, continueranno ad essere quelle del post crisi, prepariamoci ad avere Salvini e Le Pen dappertutto. Come sta già avvenendo”, dice il professore a Circo Massimo, su Radio Capital, pur specificando che “il M5S non ha nulla a che vedere, strategicamente e culturalmente, con la Lega e con Le Pen. Quindi il governo non è lepenista, e Salvini lo sa benissimo: i suoi toni lepenisti si attenueranno in corso d’opera”. Ma adesso siamo all’inizio dell’opera, alla scelta del premier: l’ex sindaco di Venezia prima critica Di Maio e Salvini (“Forze politiche che da anni blaterano di primi ministri non eletti e poi scelgono Conte… ci vuole faccia tosta”) poi si augura che Conte “non sia un semplice passacarte: se fosse così, spero in un intervento di Mattarella. Mi auguro che il presidente, parlando con il professor Conte, abbia modo di verificare la sua autonomia e le sue idee. Altrimenti sarebbe peggio che con i governi tecnici precedenti, che – almeno nel caso di Monti – avevano un’investitura diretta del presidente della Repubblica”...
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(Mario Calabresi per la Repubblica) – 

Repubblica in campo: “Un ventriloquo a Palazzo Chigi”.

Sta per nascere un soggetto strano, mai visto: un governo politico con un premier tecnico. Un presidente del Consiglio che sarà chiamato a realizzare un programma che non ha scritto con una squadra che non ha scelto. Ieri pomeriggio i leader della nuova maggioranza di governo hanno indicato il nome dell’ esecutore del contratto che hanno firmato. Non si può non chiedersi con quale forza e convinzione potrà illustrare alle Camere qualcosa che non è farina del suo sacco e che margini di manovra potrà avere chi si trova chiuso tra Salvini e Di Maio. Il prescelto poi non ha alcuna esperienza politica o di gestione. Di nessun livello. Non è mai stato parlamentare o sindaco, nemmeno consigliere comunale. Il più noto tecnico degli ultimi anni, Mario Monti, veniva dall’ università ma era stato commissario europeo. Proviamo invece a immaginare Giuseppe Conte al G7 in Canada o ai vertici europei: cosa potrà dire o decidere senza consultare gli azionisti della coalizione?... 
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